ACE - EX

AGRICULTURE
CIRCULAR ECONOMY - EXPERT

Co-funded by the European Union

OpenCom presenta il framework di gestione sostenibile dei progetti ACE-EX a 26 Paesi in occasione del summit IEEE

La ricerca europea sull’economia circolare in agricoltura ha trovato spazio su una prestigiosa piattaforma del settore tecnologico. In occasione dell’IEEE European Technology & Engineering Management Summit 2025, Erina Guraziu di OpenCom ha presentato i risultati del progetto di ricerca ACE-EX (programma Erasmus+) ai rappresentanti di 26 Paesi del mondo.

La presentazione, intitolata “Modern Project Management Approaches for Implementing Circular Economy Practices”, ha illustrato come gestire efficacemente i progetti di transizione verso l’economia circolare nel settore agricolo. La ricerca, condotta nell’ambito del programma Erasmus+ ACE-EX, ha coinvolto sette Paesi europei: Repubblica Ceca, Grecia, Spagna, Italia, Norvegia, Polonia e Ucraina.

“Il nostro studio ha identificato un quadro di tre competenze essenziali per i project manager che devono guidare la transizione verso l’economia circolare in agricoltura”, spiega Guraziu. “I criteri di tempo, costo e qualità non sono più sufficienti per gestire progetti di alta qualità finalizzati a un impatto sostenibile”.

Il team di ricerca ha utilizzato un approccio etnografico misto, che ha coinvolto direttamente il mondo delle imprese. Sono state analizzate diciotto best practice nei settori del vino, dell’olio e dei cereali, mentre 36 focus group hanno raccolto le esperienze dirette dei dirigenti aziendali. L’indagine quantitativa è stata condotta attraverso questionari mirati, raggiungendo 146 professionisti del settore.

I risultati parlano chiaro: Il 65% dei dirigenti intervistati considera il lavoro di squadra importante per l’implementazione dell’economia circolare, mentre l’84% degli intervistati individua nello sviluppo di nuovi modelli di business un elemento cruciale per il successo della transizione.

La ricerca ha identificato tre pilastri fondamentali che i futuri project manager devono padroneggiare. La prima riguarda la gestione degli stakeholder e il coinvolgimento delle comunità locali, una competenza che si rivela essenziale per creare quei “rapporti di fiducia a lungo termine” necessari per guidare le azioni comuni verso gli obiettivi di sostenibilità.

Il secondo pilastro è la cosiddetta “ambidestria temporale”, ovvero la capacità di bilanciare gli obiettivi a breve termine con le visioni di sostenibilità a lungo termine. Un esempio concreto emerso dai focus group riguarda la necessità di coordinare le esigenze operative immediate, come l’autosufficienza energetica attraverso gli impianti di biogas, con obiettivi di sostenibilità più ampi.

Il terzo elemento riguarda la leadership trasformazionale, che comprende competenze collaborative, stili di gestione aperti e la capacità di guidare profondi cambiamenti culturali all’interno delle organizzazioni.

Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dalla ricerca riguarda l’inadeguatezza dell’attuale offerta formativa. Solo il 26% dei corsi analizzati affronta l’implementazione di nuovi modelli di business, concentrandosi principalmente sulle tradizionali competenze manageriali, tecniche e organizzative. Ancora più critici sono i dati sulle competenze trasversali: solo il 4% dei programmi di formazione copre aspetti come la ricerca interdisciplinare, la gestione dei dati e il pensiero sistemico; solo il 3% affronta temi organizzativi complessi, tra cui la comprensione dell’ecosistema, il cambiamento culturale e l’innovazione collaborativa.

“Abbiamo scoperto che non esistono corsi specifici sulla gestione dell’innovazione, nonostante sia fondamentale per le transizioni verso l’economia circolare”, sottolinea il ricercatore.

La ricerca ACE-EX non si ferma all’analisi delle lacune esistenti, ma mira a colmarle attraverso lo sviluppo di un nuovo profilo professionale: l’“esperto di economia circolare agricola”. Questo ruolo dovrebbe integrare competenze tecniche, intelligenza emotiva e visione strategica in modi che la formazione tradizionale in project management non è in grado di fornire.

“Stiamo assistendo a quella che gli esperti chiamano una ‘nuova scuola di pensiero’ nella gestione dei progetti”, conclude Guraziu, “in cui la sostenibilità non è più un’aggiunta, ma un cambiamento di paradigma fondamentale nel modo in cui i progetti vengono concepiti e gestiti”.

La presentazione al summit IEEE, che quest’anno aveva come tema “Towards Smart Regions: Progetti, tecnologie e logistica per il futuro”, rappresenta un significativo riconoscimento per la ricerca europea. L’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) è una delle organizzazioni professionali più autorevoli al mondo nel settore tecnologico.

Il progetto ACE-EX, finanziato dal programma Erasmus+, continua il suo percorso di formazione di una nuova generazione di professionisti in grado di guidare la trasformazione sostenibile dei sistemi agricoli europei, combinando innovazione tecnologica e competenze manageriali avanzate.

Per maggiori informazioni sul progetto: www.ace-ex.eu

The consortium

Project's applicant

ITS Nuove Tecnologie per la vita (IT)

Project partners

OpenCom (IT) – University of Thessaly (EL) – Cámara Valencia (ES) – AINIA (ES)
NTI-MMM (NO) – WIAB (AT) – Softcare Studios (IT) – Patrimonio Natural de Catilla y León (ES) – Waste Management and Recycling Cluster (PL) – National Qualification Agency (UA) – Fthiotida Chamber (EL) – Confagricoltura (IT) – Euromasc (NO)
European Chemical Regions Network (BE) – SPŠCHI (CZ) – Fagskolen (NO) – IES Federico García Lorca (ES)
KhNU of Economics (UA)

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